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Le Olimpiadi, l’Europa e gli americani
Oggi stavo riflettendo sui nuovi rincari che ci aspettano a partire da maggio e sulle ripercussioni sempre più forti che avranno sul settore turistico, quando mi è caduto l’occhio su un articolo del Wall Street Journal intitolato: “The Other European Crisis”. E salta fuori che ci si mettono anche le Olimpiadi a complicare il mercato dei viaggi a livello internazionale in un già difficile 2012, soprattutto a causa dell’incremento delle tariffe aeree! Sappiamo tutti quanto sia importante il mercato americano per il nostro bilancio turistico e l’indotto; vedo dense nubi all’orizzonte se non prenderemo i dovuti accorgimenti.
Quindi gli osservatori americani puntano il dito sull’Europa. Il forte aumento del costo dei voli e dei soggiorni verso destinazioni “storiche” ed ambite del vecchio continente come Londra, Parigi e Roma saranno certamente dei deterrenti sulle prenotazioni. Ahi, Ahi.
La combinazione letale fra grande evento sportivo (come le Olimpiadi) ed il caro petrolio che in America ha significato il taglio di numerosi voli riducendo la capacità di posti, ha dunque spinto ulteriormente i prezzi al rialzo. Gli operatori turistici americani stanno guardando a destinazioni alternative, tradizionalmente meno popolari, ma che offrono soluzioni molto vantaggiose ed appetitose. L’Italia si trova a competere con Paesi economicamente in difficoltà che propongono tariffe di soggiorno scontate fino al 22%; parliamo di Spagna, Portogallo, Irlanda, Turchia e Grecia, particolarmente agguerrita ed affamata di euro turistici. Saremo in grado di attrarre il turista americano? Il nostro Governo riuscirà a pianificare e concertare delle campagne promozionali in grado di stimolare comunque le prenotazioni?
Ma come stanno realmente reagendo i viaggiatori americani?
Esattamente come facciamo noi italiani: rinunciano a destinazioni esotiche e vanno alla scoperta del loro Paese. In USA i voli a breve raggio costano sempre meno, fino al 29%, invogliando a restare nei paraggi. Infatti si sta registrando un 80% di incremento delle prenotazioni sulle tratte più economiche, secondo Travelocity. Il fatto è che sono calate notevolmente anche le tariffe dei voli estivi verso i Caraibi e Cancun ed inoltre le compagnie aeree si stanno organizzando molto bene proponendo pacchetti che comprendono volo e soggiorno a tariffe assolutamente competitive.
Insomma, dobbiamo preoccuparci e, soprattutto, abbiamo sempre molto da imparare per affrontare periodi di crisi in modo organizzato a livello nazionale (e non locale).
E voi, cosa ne pensate? Avete già provveduto a studiare delle campagne promozionali specifiche per il bacino americano, sia dirette che tramite operatori turistici? Se non lo avete ancora fatto potrei suggerirvi una certa urgenza… Vi potrebbe essere molto utile un articolo che scrissi qualche mese fa a proposito dell’intraprendenza dei turisti americani nell’affrontare periodi di crisi. Ci sono molti spunti utili al fine di pianificare le vostre offerte.
Buona lettura!
Sapete cosa mi ha colpito più di ogni altra cosa in quest’articolo di Scott McCartney? I commenti!
Ve ne dò un piccolo assaggio:
Un certo Patrice Ayme (che si definisce, gulp, Experienced & Knowledgeable Philosopher... mah) attesta: “Gli europei sono così ricchi che possono permettersi di perdere, e sono così intelligenti che non hanno bisogno di lavorare, ovviamente. Mentre gli americani non possono permettersi di perdere se vogliono vivere, e, come gli schiavi, non possono permettersi la pigrizia perché la frusta scende rapida sulla loro schiena.
Per fortuna Chris Brown gli risponde tempestivamente: “CHIARAMENTE non sei stato in Europa! Vacci, e se uscirai dalle località turistiche vedrai la povera gente, proprio come in qualsiasi altro posto. La zona intorno al centro di Parigi mostra un forte divario fra la povertà ed il benessere. Ecco perché ogni anno ci sono rivolte! Provate a guardare le statistiche per reddito e per ricchezza e avrete conferma che l'America è la nazione più ricca della Terra!
Un certo Michael Schmidt interviene (era meglio se stava zitto, ma spero che stia facendo dell’ironia) e dice: “L'Europa è un continente perduto di perdenti e le persone sono pigre.” Hmmm ... allora forse volete andare a vivere lì?
Questo Jason Frisch la pensa così (mah): “Il settore dei viaggi in Europa ha un disperato bisogno di alte tariffe aeree e tariffe di hotel ancora più alte. Questo aiuterà l'euro e tutte le economie in difficoltà.”
Paul Laska interviene poco dopo: “Mia moglie ed io stiamo ancora parlando di un viaggio estivo da qualche parte in Europa, nonostante il biglietto aereo sia più costoso. Quello che facciamo è cercare i migliori hotel poco conosciuti, che sono puliti, confortevoli, con un feedback positivo da parte degli ospiti che sono già stati lì, a prezzi piuttosto bassi per compensare il caro-biglietto aereo.”
Poi arriva Mitchell Thomas che meriterebbe un bacio: “Anche quando le tariffe aeree e quelle alberghiere avranno prezzi più bassi, è comunque costoso viaggiare in Europa, in particolare sulla costa occidentale (ndt: es. Toscana). Ma, l'arte, la storia, e i paesaggi in Europa sono incredibili, e viverli in prima persona è stata un'esperienza di vita arricchente. Per quanto riguarda le persone, alcune sono belle, altre no, alcune pigri, altri no. In molti modi, come qui.”
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da Silvia Volani il 30 aprile 2012 alle 11:11, ed è archiviato come Eventi, Travel, Web Marketing Turistico. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |












