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Le PMI turistiche ed internet: il buon seme dà buoni frutti
Nella rete c’è ancora tanto, tantissimo spazio per chi vuole generare business. Basta crederci, o meglio, prendere atto delle statistiche che lo studio “Fattore Internet” commissionato da Google alla BTG (Boston Consulting Group) presenta nel suo report.

Eppure persiste, in gran parte delle PMI turistiche del nostro territorio, questa ostinazione a voler considerare uno strumento inutile un sito web professionale ed il fatto di dotarsi di strumenti innovativi per raggiungere porzioni di mercato più ampie è valutato superfluo.
Per loro un paio di dati inequivocabili:
- le aziende CHE HANNO investito in internet vedono salire i loro ricavi del 1,2% in 3 anni, nonostante la crisi
- le aziende CHE NON HANNO creduto e quindi non hanno fatto investimenti vedono diminuire i loro ricavi ben del 4,5%!
Ancora un dato importantissimo per le strutture ricettive e per le piccole aziende che si occupano di e-commerce e che nel report in questione sono state suddivise in tre categorie distinte:
- Online-attive: quelle, cioè, non solo hanno un sito internet professionale, ma fanno anche e-commerce e web marketing = Aumento della clientela internazionale pari al + 14,7%
- Online: che si accontentano di una semplice presentazione sul web, senza essere dotate di altri strumenti di promozione online o di e-commerce = Aumento della clientela internazionale pari al + 7,7% (la metà)
- Offline: aziende che disdegnano completamente il web = Aumento della clientela internazionale solo del +4,1% (un terzo meno)
Che aspettiamo, allora?
Ogni giorno, con il mio lavoro, mi misuro con questi atteggiamenti culturali; quando riesco a far passare il messaggio ed il cliente decide di adottare le nuove strategie di web marketing, ad ogni riunione indetta durante il percorso di promozione, ho la possibilità di dimostrargli, nero su bianco, i risultati ottenuti che costantemente permettono di alzare il livello dell’obiettivo successivo. Una lenta, persistente crescita di soddisfazioni reciproche.
Eppure la resistenza è alta, ed è una mia convinzione che ciò deriva non solo dallo scarso interesse personale, ma anche dalla mancata informazione, come quella che dovrebbe giungere dalle Associazioni di categoria, ad esempio. Capita anche che quando questa opportunità viene proposta, magari attraverso corsi di formazione per albergatori, i partecipanti attivi si contano sulle dita di una mano.
Tornando alla studio Fattore Internet ed ai suoi più eclatanti risultati, nel report, oltre che la suddivisione delle aziende nelle tre categorie sopra descritte, vengono affrontati e studiati tre indici che analizzano i seguenti aspetti:
- Enablement: quanto è disponibile e diffusa la banda larga fissa e mobile?
- Expenditure: quanto spendono le imprese ed i consumatori in acquisti e pubblicità online?
- Engagement: qual’è il livello di attività delle imprese, istituzioni e consumatori che utilizzano internet?

Vi consiglio vivamente di leggere tutto il report. Anche il sito dedicato, Fattore Internet, riporta dei Casi di Successo che vanno studiati e dai quali prendere spunto e “coraggio” per lanciarsi in un investimento che, tutto sommato, non richiede grossi sforzi economici, ma dai risultati sicuri anche se lenti.
Link correlati per approfondimenti:
Fattore Internet: Casi di Successo
Il commento di Daniele Lipido al report in un articolo del Il Sole 24 Ore
Articoli inerenti il Web in Italia del Il Sole 24 Ore
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da Silvia Volani il 11 giugno 2011 alle 19:03, ed è archiviato come E-Business, E-Commerce, Travel, Web Marketing, Web Marketing Turistico. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |












