Per chi mi legge sa che frequentemente mi raccomando di avere gran cura del proprio sito web. I proprietari di strutture turistiche spesso, purtroppo, non recepiscono questo messaggio e stentano ad imputare alla bassa qualità del proprio sito web un cattivo posizionamento e quindi le mancate opportunità di vendita.
Il più famoso motore di ricerca, Google, in seguito a numerose proteste provenienti da blogger, analisti del settore ed utenti che si lamentavano, appunto, che i risultati delle ricerche portavano a siti completamente inutili, ha deciso di entrare in azione.Blog di Google
Di norma, Google effettua circa 500 modifiche all’anno, affina armi sempre più sofisticate ed attente per penalizzare siti di scarsa qualità e che “barano” con trucchi di vario genere, cambiando continuamente i parametri (algoritmi) con i quali “saggia” i vari siti che risultano dalle ricerche con determinate parole chiave. Adesso sembra che, con l’incalzare di altri concorrenti, abbia deciso di concentrarsi ancor più seriamente su questa problematica. Infatti Bing sta diventando ingombrante per Google, con il suo 82% di risultati utili contro il suo attuale 66%. Devono effettivamente intervenire, ed è giusto che sia così per tutti noi.

Come faccio sempre, mi sono messa alla ricerca di commenti e approfondimenti sul web, e naturalmente ho trovato diverso materiale data l’importanza dell’argomento. New York TimesNe è un esempio un interessante articolo apparso qualche giorno fa sul New York Times, nella sezione dedicata alla Tecnologia, nel quale vengono analizzate queste argomentazioni e vengono intervistati Amit Singhal (Google Fellow) e Danny Sullivan (editor di Search Engine Land). In calce al blog trovere i link agli articoli più interessanti.
Ma andiamo a vedere in dettaglio.
Per prima cosa, la qualità di un sito è percepita in maniera del tutto soggettiva, ma per un motore di ricerca questi aspetti, diciamo così, emozionali, non possono essere misurati in modo concreto. Ecco, quindi, che per determinare la qualità, Google fa cose come:

  • tracciare i rimbalzi (vi ricordate il mio post di qualche giorno fa?), cioè quando e dove gli utenti fanno clic su un link e tornano subito indietro, alla lista dei risultati, il famoso “visitano, vomitano, vanno via”
  • chiedere agli utenti di confrontare i risultati della ricerca.

Ecco perché è importante curare il proprio sito, approfondire l’analisi con giusti strumenti e proseguire con corrette interpretazioni dei risultati.
Anche se non vi occupate direttamente del vostro sito, abbiate l’accortezza di rivolgervi al vostro web-partner (web agency) e fatevi consigliare: se competente, saprà affiancarvi in modo efficace e vi farà ottenere dei risultati tangibili.
Anche da parte vostra ci sono delle azioni che potete compiere direttamente nel rispetto di semplici regole utili ad evitare penalizzazioni di posizione nei risultati di ricerca:

Testo originale e “fresco”

Google vuole contenuti di qualità, originali e utili, che soddisfino le aspettative dei visitatori. Coloro che si occupano di turismo, che siano strutture ricettive od Agenzie di Viaggio, dovrebbero attingere al loro prezioso bagaglio di esperienza e di materiale che hanno a disposizione, condividendolo con le persone, persone vere.
Ecco l’importanza del blog e dei social network, dove condividere argomenti freschi ed originali, foto e video, offrendo informazioni attinenti alla propria attività turistica.
Più vasto sarà il contenuto, più alta la qualità, più alto sarà il numero di visitatori che saranno attratti dal vostro sito, migliorandone esponenzialmente il posizionamento e quindi la possibilità di vendita e di apprezzamento.

Marketing attivo e collaborativo

Fino a ieri sembrava funzionare la tattica, che Matthew Barker definisce pigra, con la quale si copiavano integralmente contenuti presi da altri siti web più attivi nel tentativo di attirare traffico e posizionamento. Adesso non più: si ritorna a valorizzare il rapporto con le persone, interloquendo con blogger, agenti di viaggio, scrittori ed altre figure attinenti al proprio mondo travel. E’ un lavoro lungo ed impegnativo ma che darà i suoi frutti.

Non barare

Come abbiamo visto sopra, si dovrebbe assolutamente evitare di andare per vie traverse nell’illusione di affrettare il raggiungimento di risultati tangibili; del resto, adesso sappiamo che queste azioni ci potrebbero costare care.

Mai, ad esempio:

  1. duplicare post che poi si ritrovano in rete su centinaia di siti e blog uguali e precisi;
  2. scordiamoci l’acquisto di link, il loro scambio e/o la creazione in massa di centinaia di link verso siti discutibili.

In fin dei conti non sembra poi così difficile, vero? Ma ci vuole impegno, e soprattutto buon senso.

N.B. Per coloro che vorranno approfondire l’argomento consiglio di leggere questi articoli:

Articolo di Google nel loro blog ufficiale
Articolo del New York Times
Articolo di Travel Market Report
Articolo di Search Engine Land

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