softHrod Blog. Consigli per emergere innovando.
Pubblicità ingannevole: la Cassazione ha creato un importante precedente
Con la condanna di Alpitour per pubblicità ingannevole ai danni di due turisti italiani che hanno avuto la costanza di portare avanti la loro causa per ben 11 anni (!!) si offre finalmente la possibilità di ottenere un risarcimento a tutti coloro (e sono tanti) che hanno intentato cause analoghe.
Dico finalmente perché troppo spesso le così tanto agognate vacanze vengono rovinate da mancata trasparenza e veridicità di quanto pubblicizzato. Non è solamente una questione di correttezza verso il cliente ma anche di pericolosa caduta di affidabilità degli operatori turistici seri che operano nel settore turistico investendo capitali, creando posti di lavoro e mantenendo in piedi un larga fetta di economia. Il fatto che Alpitour abbia avuto un cedimento nella sua organizzazione pubblicitaria, e che ciò sia stato riconosciuto e punito, dovrebbe portare solo benefici, per incominciare ad Alpitour stesso. I depliant, i siti internet , le strutture turistiche in genere, così come ogni forma pubblicitaria ha lo scopo principale di aiutare il consumatore/turista ad orientarsi nella scelta della sua vacanza in un mare di proposte simili. Ci si affida quindi soprattutto alle immagini che ci danno un anticipo di quanto troveremo una volta arrivati a destinazione, facendoci sognare il luogo desiderato; se poi questo non corrisponde al vero perché gli organizzatori non hanno pensato di verificare la destinazione, le modalità per arrivarci ecc. sia in buona che in malafede, mancando quindi del principio base di rispetto della realtà, allora ecco che si parla di pubblicità ingannevole. Il consumatore/turista dovrebbe tenere sempre nella sua agenda di viaggio il seguente vademecum per non farsi trovare impreparato a difendersi da truffe e raggiri di operatori turistici con pochi scrupoli:
• Conservare il contratto di vendita del “pacchetto turistico” che si è sottoscritto per le vacanze ed i depliant illustrativi del pacchetto.
• Conservare i biglietti di viaggio (aerei, treni, ecc.);
• Conservare eventuali talloncini di consegna e trasporto bagagli e il modello PIR che va compilato in aeroporto, in caso di smarrimento dei bagagli.
• Chiedere la disponibilità alla testimonianza – in merito all’esposizione del pacchetto turistico – di persone che consigliamo portare con voi al momento dell’acquisto del pacchetto turistico e di famiglie che hanno subito i disservizi in loco durante la vacanza.
• Fare fotografie dei luoghi (ad esempio, non corrispondenti ai luoghi illustrati sul depliant) e/o dei disservizi subiti.
• Conservare scontrini e ricevute di tutte le spese fatte per rimediare la situazione di disagio subita.
• Appena tornati a casa, e comunque entro 10 giorni dal rientro, inviare una lettera raccomandata a/r al tour operator e all’agenzia di viaggi, con la descrizione precisa e dettagliata dei disservizi subiti ed una richiesta di risarcimento danni.
• Allegare alla Raccomandata le copie delle fotografie scattate e le fotocopie (gli originali vanno conservati) degli scontrini relativi alle spese sostenute. Tutta la documentazione originale deve essere esibita solo nel caso in cui si deciderà di intentare una causa.
• Nello scrivere la raccomandata bisogna chiedere il risarcimento delle spese sostenute, ma anche fare riferimento al danno da stress psico-fisico che si è subìto e al danno “da vacanza rovinata”.
• Nel caso in cui la controparte non accolga il reclamo, è necessario ricorrere al giudice di pace.
(fonte Adiconsum)
L’avvocato Rienzi, presidente della Codacons, durante una recente intervista ha dichiarato: “… da ora in poi le agenzie di viaggio ed i tour operator farebbero bene a preoccuparsi e a modificare in fretta i depliant illustrativi in modo che siano assolutamente attinenti alla realtà”. “Ogni anno – prosegue Rienzi – riceviamo migliaia di segnalazioni da parte di turisti italiani ingannati da depliant illustrativi che promettevano condizioni assai diverse da quelle riscontrate nel luogo di vacanza, e diverse cause sono state già vinte dal Codacons dinanzi ai giudici di pace. Proprio nel comparto vacanze, come accennato, lo scorso anno l’Associazione ha raccolto lamentele sui servizi turistici che nel 15% dei casi ha riguardato contestazioni sui depliant ingannevoli.”
Secondo la mia opinione, è proprio dagli addetti ai lavori che deve scaturire la volontà di trasparenza e correttezza per salvaguardare la loro immagine e nel contempo gli utenti/consumatori che sono, sempre e comunque, la fonte dei loro guadagni e che quindi vanno rispettati.
Purtroppo però, non sempre viene dato così rilievo ad altre tipologie di pubblicità ingannevole, ancora più subdola e pericolosa. A questo proposito faccio riferimento ad una articolo apparso su sito Vostri Soldi:
“Nel nostro Paese le grandi imprese, per intenderci i colossi appartenenti a comparti come le telecomunicazioni, le assicurazioni e le banche, giocano molto spesso sul fattore tempo per mettere a punto pratiche commerciali a dir poco aggressive e messaggi pubblicitari tutt’altro che trasparenti, per non dire ingannevoli; le sanzioni dell’Agcm, infatti, sono molto spesso, per non dire sempre, di valore esiguo rispetto al business realizzato, ed i tempi sono così lunghi per l’apertura delle istruttorie, e per la loro chiusura con eventuali sanzioni, che le società a conti fatti delle sanzioni Antitrust ne fanno una vera e propria collezione.”
Ma questa è tutta un’altra storia …..
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da Silvia Volani il 8 marzo 2010 alle 00:08, ed è archiviato come Travel, Web Marketing Turistico. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |













circa 9 mesi fa
La pubblicita’ ingannevole e’ anche quella di illudere un consumatore online che si possa acquistare qualcosa a bassissimo prezzo, e la formula usata e’ “A partire da …”. E cosi ecco che molti superficiali pensano che si possa fare una vacanza di lungo raggio con qualche centinaio di euro per poi scoprire la realta’ al momento del preventivo finale, cioe’ quando il prezzo raddoppia. La stessa cosa vale anche per le compagnie aeree con le loro “stupide” promozioni fatte con segmenti di posti aereo a tariffe XY sempre e solo disponibili in numero limitatissimo, cosicche anche li lo “speranzoso” consumatore non trovera’ mai il prezzo inserito nel messaggio pubblicitario.
circa 9 mesi fa
Proprio così, Roberto. Per non parlare dei portali turistici che, per avere in lista la miglior tariffa, vanno a scorporare servizi che per la struttura turistica sono inclusi nel prezzo, e a loro insaputa!