In relazione agli articoli precedenti ritengo opportuno tentare di definire la valenza comunicativa dell’approccio informale offerto da un blog.

A livello aziendale il blog, con un investimento generalmente poco oneroso, funge da motore e strumento di  meccaniche di mercato, promuove un’azienda all’interno del panorama web, permette scambi intensi e reciproci di informazioni, sia all’interno dell’azienda che verso e da l’esterno di essa.

L’aspetto che tuttavia vorrei analizzare è la modalità con cui tutto ciò avviene, ossia la peculiarità che io per primo ho riscontrato essere caratterizzante del linguaggio e della dialettica tra utenti blog. La società si basa su gerarchie precise, ancor più settorializzate tanto quando aumenta la dimensione del sistema all’interno del quale un utente è chiamato ad interagire, ossia, quanti più ruoli esistono all’interno di un ambiente di dialogo e tanto più è necessario verticalizzare il sistema, in qualche modo negando scambi alla pari.

Come ogni sistema complesso quindi, anche i diversi sistemi comunicativi tendono a diventare tanto fragili quanto più numerose sono le parti che lo compongono, e se in un sistema considerevolmente fisico e quindi meccanico, il danno dedotto corrisponde a perdite in efficienza dinamica e strutturale, invece all’interno di un sistema linguistico e dialettico il danno si palesa con l’impossibilità di comunicare. In qualche modo la ricchezza della struttura, potenzialmente soddisfacente, può allora divenire il motivo primo di inefficenza.

Il blog quindi ha un ruolo, è un canale che possiamo vedere più come un bacino di raccolta in cui ogni utenza è libera di bere. Affinchè ciò avvenga, tuttavia, è necessario differenziare i canali a nostra disposizione, stratificare e strutturare non tanto le interazioni tra gli utenti quanto le possibilità che vogliamo offrire loro, in qualche modo tentare di offrire canali che permettano scambi di informazioni su più livelli ma mantenendo intatto l’ampio spettro delle possibilità, anche in situazioni complesse ed ampie.

Quando parliamo di blog allora possiamo parlare di scambio diretto forse, informale probabilmente, ma comunque accessibile, e per quanto anche soggiacente a logiche di mercato, sempre anche minimamente spontaneo. Assistiamo a mio avviso ad una dimanica forse  sintomatica delle potenzialità del web, la possibilità cioè di dialogare in modo diffuso e teoricamente illimitato, ma anche spontaneo e personale come soltanto i grandi sistemi di scambio permettono, torniamo all’individualità del singolo, alla possibilità di un approccio diretto. Astraendo il concetto di “ambiente di dialogo” e volendo classificare in tre livelli le possibilità che esso offre, possiamo dire che se prima un utente di livello tre, quindi teoricamente e praticamente estraneo alle dinamiche di tipo due e uno era impossibilitato ad accedere a bacini di informazione alternativi, adesso invece, pur rimanendo identificato nella propria classe di dialogo è capace di accedere in modo diretto e personale anche agli ambienti di tipo due e uno.

Questo comporta un’accelerazione degli scambi, una evoluzione delle competenze personali ed un confronto diretto non più esclusivamente istituzionale ma anche e principalmente informale, torniamo in qualche modo alle origini, un back to basic indotto da circostanze sicuramente non spontanee ma tuttavia efficace e tangibile,  possiamo dare respiro ad un sistema altrimenti saturo ed in costante crescita, un albero che va sfrondato dall’interno.

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Sull’importanza di un approccio informale nella comunicazione online, 9.0 out of 10 based on 1 rating