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Come scrivere un blog aziendale
Ricollegandomi al post introduttivo sulle motivazioni che conducono a scrivere un blog aziendale, introduco le diverse tipologie analizzandone le principali caratteristiche.
Indipendentemente dalla forma, occorre rimarcare che un blog aziendale, in quanto blog, deve comunque risultare una spazio “non istituzionale”, caratterizzato da un linguaggio informale e confidenziale. Il primo scopo del blog aziendale è proprio quello di avvicinare l’azienda al cliente e al suo target quindi occorre eliminare tutte quelle barriere che nella realtà separano e distanziano i vertici aziendali dalla clientela. Ovviamente tali barriere dipendono dalla dimensione e dal settore in cui opera l’azienda quindi non esiste una forma standard di blog aziendale, funzionale ad ogni tipo di impresa, ma ormai sono ben delineate alcune tipologie, utili nella maggioranza dei casi.
Elenchiamo tali tipologie e quindi discutiamone le principali caratteristiche:
- Blog di prodotto
- Blog del marchio (brand blog)
- Blog del direttore d’azienda (CEO blog)
- Blog del personale d’azienda
- Blog interno (intranet blog)
Blog di prodotto
Si tratta di un blog verticale, cioè monotematico, costruito attorno ad un unico prodotto al fine di sostenerne il lancio e favorire la nascita di un trend. Se il prodotto ha successo può mutare e divenire un brand blog ma soprattutto può essere affiancato da varie attività e strumenti social affinché il sito diventi luogo di sviluppo di una community, come ad esempio 500 Loves You, lo spazio che Fiat ha creato per sviluppare la community dei possessori della 500.
Blog del marchio o brand blog
Diffuso tra le grandi imprese, ha come obiettivo la diffusione dei valori aziendali. Si tratta della tipologia di blog aziendale che forse più di ogni altra conserva lo spirito e le caratteristiche native di un blog perché ha come effetto quello di aggregare persone accomunate dalla stessa passione. Può essere usato solo da imprese conosciute, tipicamente business-to-consumer, ed ha l’obiettivo di incrementare la fidelizzazione del cliente. Un esempio vincente in Italia è il Desmoblog, il blog di Ducati.
Blog del direttore d’azienda o CEO blog
Il CEO blog è molto diffuso all’estero e consiste nel creare il blog personale del presidente o dell’AD, il cui contenuto è incentrato sulle strategie aziendali. Questa tipologia è da considerarsi utile nel caso di microimprese e nel caso di aziende che operano in un settore ben definito e il cui AD sia in grado di vivere il blog con passione senza considerarlo solo uno strumento di business. Vi segnalo un breve ma interessante post di Seth Godin sulla possibilità che il CEO di un’azienda possa creare un blog efficace.
Blog del personale d’azienda
(…non ho trovato un nome più adatto, spero sia esplicativo!) Si tratta di un lavoro collaborativo, a cui partecipano vari soggetti interni all’azienda, afferenti a settori differenti. Credo che sia la soluzione migliore per le piccole imprese di servizi perché da un lato consente di mostrare al cliente varie professionalità presenti in azienda e di conseguenza le potenzialità/capacità espresse dall’impresa. Io stesso ho scelto questa forma di corporate blog per SoftHrod e ritengo che sia molto utile anche in senso all’azienda perché consente sia di dare l’opportunità di esprimersi alle figure più meritevoli sia perché contribuisce a far maggiore chiarezza su tutti i settori in cui l’azienda è impegnata. In alcuni casi si sfrutta la visibilità e la personalità dle CEO per creare una forma di blog che appartiene al CEO ma in realtà è alimentata dal contributo di collaboratori e partner; un buon esempio è Wine is Love, il blog di casa Zonin.
Blog interno o intranet blog
Ho lasciato per ultima una tipologia particolare, tipica solo delle grandi aziende: i blog interni. Si tratta di blog fruibili solo dalla intranet aziendale e quindi dal personale interno. Si stanno imponendo nelle grandi realtà (anche se in Italia siamo molto indietro) perché costituiscono un ottimo canale di informazione, capace di aggregare contenuti da differenti fonti e di erogarli attraverso molteplici canali: RSS, mail ecc. Questa forma di blog è consente anche di fare formazione e di creare aggregazione all’interno dell’impresa, avvicinando il personale con la dirigenza o con gli stessi colleghi. Ovviamente non ha molto senso in contesti in cui operano poche decine di persone.
Approfondimento
Per un buon approfondimento vi segnalo la lettura di uno dei libri di riferimento sulla materia: Blog in Azienda, scritto da Debbie Weil, autrice statunitense.
Si tratta di un testo semplice e di facile lettura però al momento risulta il più completo ed interessante: è ricco di esempi di casi reali e raccoglie numerosi consigli per realizzare blog aziendali di ogni tipologia, compresi i blog interni. Come molti testi statunitensi è molto pragmatico, spiegando passo dopo passo cosa fare e perché.
Conclusioni
Credo che già questo post, unito a quello introduttivo sulle motivazioni di scrivere un blog aziendale, faccia capire sia l’importanza del corporate blog per ogni tipo di impresa sia la delicatezza di numerose scelte da compiere prima di mettersi in gioco. Ormai il blog è uno strumento conosciuto ed apprezzato dai più ma spesso si confonde la semplicità e la confidenzialità tipiche dei blog con la complessità delle scelte che determinano l’efficacia e il successo di un blog. Ogni tipologia descritta in questo post è caratterizzata da differenti convenzioni e da attività distinte. Ogni azienda dovrebbe analizzare con grande cura le proprie esigenze per capiure quale tipologia scegliere e pianificare con attenzione il lancio la manutenzione del blog. …e questo è solo l’inizio: un blog è di per sé un grande strumento di marketing ma non può esprimere appieno le proprie potenzialità se non è inserito adeguatamente in un piano di social media marketing. La nostra esplorazione dei blog aziendali è appena iniziata.
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da Ruggero Barsacchi il 4 gennaio 2010 alle 15:10, ed è archiviato come E-Business, Web Marketing. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |












circa 2 anni fa
Anche se non del tutto diffusi, per varie ragioni, ci sono anche i blog degli evangelsiti dove i clienti “evangelizzati” condividono momenti di vita con i prodotti e servizi dell’azienda.
Richiedono chiaramente la supervisione del personale aziendale ma si tratta pur sempre di collaborazione.
circa 2 anni fa
Grazie Alessandro, il tuo è un intervento prezioso. Ho intenzione di parlare nei prossimi giorni degli evangelisti e di come poter coinvolgere clienti “evangelizzati”.